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E' sabato mattina, mi alzo e mi preparo una bella tazza di caffè. Come sempre accendo il computer per leggere le ultime notizie e fare il consueto tour tra i siti scientifici alla ricerca dell'ultima scoperta.
Digito www.nasa.gov e non appena il browser carica la home page, ho un sussulto: tra le sei top news in alto a sinistra spicca un panorama del monte Sharp ottenuto con le immagini di Curiosity.
Il prossimo martedì, alle 19:00 ora italiana, la NASA ha fissato una conferenza stampa sui risultati delle prime analisi del campione di roccia marziana, John Klein, prelevato da Curiosity con la prima perforazione.
Secondo un report pubblicato su space.ref, voci di corridoio farebbero pensare che Curiosity abbia trovato carbonio organico su Marte, ossia un ingrediente chiave per la vita.
"Marte può essere abitabile oggi, dicono gli scienziati", questo è il titolo di un articolo uscito ieri sul sito space.com che ha catturato la nostra attenzione.
Alcuni ricercatori sostengono che, mentre sicuramente Marte è stato un mondo abitabile nel passato, ancora oggi è in grado di sostenere la vita. (Finalmente, aggiungiamo noi!)
Da quando Curiosity ha prelevato il primo campione dall'interno di una roccia marziana con il suo trapano, in molti stanno iniziando a pensare che forse Marte, conosciuto come il Pianeta Rosso, non è poi così rosso.
I lavori di perforazione del rover hanno messo in evidenza una polvere grigia, ben differente dalla patina arancione che sembra avvolgere i paesaggi e la superficie marziana.
Ogni volta che scarichiamo un'immagine di Curiosity per elaborarla, ci troviamo di fronte al solito problema: è monocromatica.
Probabilmente a causa della colorazione predominante rosso arancio dell'ambiente e della scarsa luminosità, le foto su Marte risultano avere un colore predominante a discapito dei dettagli.
Alla luce delle ultime scoperte del rover della NASA Curiosity, nuove conferme vanno a supportare la teoria sostenitrice di un passato marziano caldo e umido.
Da quando la scienza ha iniziato ad interessarsi al Pianeta Rosso sono stati creati migliaia di modelli e ricostruzioni.
Ieri sera, quasi per gioco, abbiamo deciso di accostare in un'unica immagine le diverse tracce lasciate dai rover su Marte, semplicemente scegliendo alcune delle foto disponibili sul nostro album “2di7 & titanio44”.
A un primo sguardo siamo rimasti stupiti dell'incredibile "somiglianza".
Dopo sei tentativi falliti, uno americano e cinque sovietici, 48 anni fa il Mariner 4 divenne la prima sonda costruita dall'uomo a visitare Marte.
Faceva parte del programma di esplorazione del Pianeta Rosso degli Stati Uniti. Il Mariner 3 e il Mariner 4 vennero lanciate a breve distanza l'una dall'altra: mentre la prima fallì, il Mariner 4 raggiunse Marte il 15 luglio 1965, effettuando il primo flyby ad una distanza di circa 9.850 km dalla superficie e scattando le prime foto.
Mentre Curiosity dopo soli 40 sol di esplorazione del Pianeta Rosso trova la prima prova schiacciante della presenza passata di acqua su Marte, il longevo Mars Exploration Rover Opportunity non è da meno: anche lui è alle prese con un'area di elevato interesse geologico.
Il Mars Hand Lens Imager (MAHLI) è montato sulla torretta all'estremità del braccio robotico di Curiosity.
Il suo scopo è quello di acquisire immagini ravvicinate della superficie e delle rocce marziane. A breve entrerà nel vivo delle attività e verrà utilizzato come supporto per le indagini geologiche e mineralogiche.
Turn turn turn! Saturn's North Polar Hexagon movie
Saturn 3 may 2013 - W00080331 - 401
original images size 256 x 256 pixel
NASA/JPL/Space Science Institute processing by 2di7 & titanio44
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