Spazio & Astronomia

In Primo Piano

NASA LADEE termina la sua missione

NASA LADEE termina la sua missione

La sonda della NASA Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE) ha terminato la...

NASA Kepler scopre Kepler-186f, il primo pianeta extrasolare delle dimensioni della Terra nella zona abitabile

NASA Kepler scopre Kepler-186f, il primo pianeta extrasolare delle dimensioni della Terra nella zona abitabile

Utilizzando i dati del telescopio della NASA Kepler, che ad oggi ha contribuito ad...

Tre modelli per Plutone

Tre modelli per Plutone

Due ricercatori, Amy Barr della Brown University e Geoffrey Collins del Wheaton College, hanno...

ESA: Philae fotografa Rosetta

ESA: Philae fotografa Rosetta

Il lander Philae, che sta viaggiando all'interno della sonda dell'ESA Rosetta dal 2004, è stato...

NASA CASSINI scopre Peggy, forse una nuova luna di Satuno

NASA CASSINI scopre Peggy, forse una nuova luna di Satuno

La sonda della NASA Cassini potrebbe aver documentato la formazione di un nuovo oggetto...

  • NASA LADEE termina la sua missione

    NASA LADEE termina la sua missione

  • NASA Kepler scopre Kepler-186f, il primo pianeta extrasolare delle dimensioni della Terra nella zona abitabile

    NASA Kepler scopre Kepler-186f, il primo pianeta extrasolare delle dimensioni della Terra nella...

  • Tre modelli per Plutone

    Tre modelli per Plutone

  • ESA: Philae fotografa Rosetta

    ESA: Philae fotografa Rosetta

  • NASA CASSINI scopre Peggy, forse una nuova luna di Satuno

    NASA CASSINI scopre Peggy, forse una nuova luna di Satuno

Vortici turbolenti riscaldano il vento solare, la conferma dalle sonde ESA Cluster



ESA Cluster - turbolenze nel vento solare

Background graphic: ESA/ATG Medialab - Inset: NASA/J. Dorelli

Il vento solare, il flusso continuo di particelle elettricamente cariche e campi magnetici emessi dalla nostra stella, da tempo rappresenta un enigma per gli scienziati perché è più caldo di quanto dovrebbe essere e mantiene il proprio calore fino alle regioni più remote del nostro Sistema Solare.

Ora, un nuovo studio basato sui dati ottenuti dai quattro satelliti Cluster dell'Agenzia Spaziale Europea ESA può contribuire a spiegare il mistero, avvalorando ipotesi e ricerche.

Il vento solare è una tempesta di plasma non-stop, principalmente protoni ed elettroni, che ha origine nell'alta atmosfera della nostra stella, generato dall'espansione della corona solare. Si propaga in tutte le direzioni ad una velocità media di circa 250 chilometri al secondo. Il deflusso è così energico da trascinare con sé il campo magnetico del Sole.
Il vento solare viaggia attraverso l'intero Sistema Solare, fino a raggiungere il confine con lo spazio interstellare. Il plasma si raffredda quando si espande durante il suo viaggio di andata. Tuttavia, il calore conservato è decisamente superiore alle aspettative e a quanto si potrebbe prevedere per in un flusso costante e regolare di particelle solari. La densità infatti è così bassa che le particelle non possono ricevere calore extra dal metodo più comune osservato sulla Terra: le collisioni.

Era già stato ipotizzato che le elevate temperature e l'irregolarità del flusso di particelle cariche e campi magnetici nel plasma creassero turbolenze che, a loro volta, possono dissipare ed aggiungere calore all'ambiente circostante.

Le turbolenze sono in generale fenomeni molto complessi, basta pensare all'acqua che scorre da un rubinetto: nel vento solare si suppone che abbiano un ruolo chiave nel mantenere il suo calore fino alle zone più remote del nostro Sistema Solare.

Due dei quattro satelliti Cluster hanno effettuato osservazioni separate e dettagliate, in direzione del flusso di plasma, sulle turbolenze che avvengono all'interno del vento solare, ad una distanza l'una dall'altra di soli 20 chilometri.
Sono state riprese una serie di immagini ad alta risoluzione temporale, 450 misurazioni al secondo, ottenute da due dei quattro satelliti Cluster (c2 e c4) il 10 gennaio 2004. Altri dati sono stati ottenuti da un solo Cluster (c2) il 19 marzo 2006.
Questi valori sono stati poi confrontati con le simulazioni al computer.
Lo studio ha confermato l'esistenza di linee di corrente elettrica sottili al confine delle turbolenze.

"Questo dimostra per la prima volta che il plasma del vento solare è estremamente strutturato a questa risoluzione", spiega Silvia Perri dell'Università della Calabria, autore dell'articolo che riporta il risultato.

"Per la prima volta siamo stati in grado di ottenere la prova diretta dell'esistenza di linee di corrente ad una scala molto ridotta, dove si ritiene che si verifichi la dissipazione di energia magnetica in calore " ha detto Melvyn Goldstein, scienziato del progetto per il Cluster del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland Goldstein, co-autore di un articolo pubblicato il 9 novembre 2012 sul numero di Physical Review Letters.

I satelliti Cluster avevano già rilevato in precedenza, piani di corrente attivi ma su scale più ampie: precisamente, nella regione in cui la magnetosfera terrestre si scontra con il vento solare, zona in cui avviene il cosiddetto processo di "riconnessione magnetica", ossia dove le linee di campo dirette in direzioni opposte, si interrompono spontaneamente e ristabiliscono il contatto con altre linee di campo nelle vicinanze, liberando in tal modo energia.

Fornendo le prime osservazioni di queste linee sottili di corrente, i dati Cluster aiutano a confermare il ruolo fondamentale delle turbolenze: l'energia viene tolta al campo magnetico e aggiunta ai suoi dintorni come calore.

Questre linee sono più o meno bidimensionali. Esse possono anche trovarsi nei punti in cui avviene la riconnessione magnetica, con conseguente trasferimento di energia.

Tuttavia, per ulteriori dettagli bisognerà attendere il lancio nel 2014 del NASA Magnetospheric Multiscale (MMS), una missione che si concentrerà sulla riconnessione nella magnetosfera.

"Durante l'osservazione del 2004, i veicoli spaziali erano così vicini che hanno osservato quasi simultaneamente la stessa struttura del vento solare. I dati del campo magnetico hanno mostrato la firma tipica di una corrente elettrica che lo attraversa", dice Silvia Perri.
In quel momento, il vento solare viaggiava a circa 350 chilometri al secondo. L'evento "linee di corrente" è durato solo 0,07 secondi per entrambi i satelliti e ciò corrisponde ad una dimensione spaziale di circa 40 chilometri. "E 'chiaro che stiamo assistendo a un rilascio di energia su scala ridotta che però può contribuire al riscaldamento globale del vento solare."


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Opportunity: autoritratto di primavera

Lunedì, 07 Aprile 2014 06:23

Opportunity: autoritratto di primavera

Così come accade per noi e per l'emisfero settentrionale terrestre, anche per Opportunity, su Marte, tira aria di primavera. Una stagione molto gradita dall'instancabile rover della NASA che, non solo potrà...

Affollamento di pianeti nani ai confini …

Sabato, 05 Aprile 2014 07:50

Affollamento di pianeti nani ai confini del Sistema Solare

A pochi giorni di distanza dall'annuncio della scoperta di un nuovo pianeta nano ai confini del Sistema Solare, chiamato 2012 VP113 o più affettuosamente "Biden", lo stesso gruppo di astronomi avrebbe...

NASA Fermi: nuovi indizi per la materia …

Venerdì, 04 Aprile 2014 19:59

NASA Fermi: nuovi indizi per la materia oscura

Nuovi indizi della sfuggente materia oscura arriverebbero dal centro della nostra Galassia grazie ai dati rilevati dal telescopio della NASA Fermi. Un gruppo di scienziati indipendenti del Fermi National Accelerator Laboratory (Fermilab),...

Confermato l'oceano sotto la superficie …

Venerdì, 04 Aprile 2014 06:24

Confermato l'oceano sotto la superficie di Encelado: un buon posto per la vita

L'esistenza di un oceano sotto la superficie ghiacciata di Encelado, il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza, è da tempo un fatto accettato da tutta la comunità...

Gravità vs antimateria: scopriremo chi v…

Giovedì, 03 Aprile 2014 13:59

Gravità vs antimateria: scopriremo chi vince!

Un team di ricercartori dell'University of California, a Berkeley, ha proposto un possibile esperimento per misurare l'impatto della gravità sugli atomi di antimateria.Nell'articolo pubblicato sul Physical Review Letters descrivono la procedura, che utilizza...

Un nuovo metodo ritocca l'età della Luna

Giovedì, 03 Aprile 2014 06:35

Un nuovo metodo ritocca l'età della Luna

Sembra curioso ma, mentre siamo piuttosto sicuri sull'età del nostro Sistema Solare, ossia 4 miliardi e 568 milioni di anni con una accuratezza di 2,080 milioni di anni, ancora dibattiamo sull'età...

Rubriche

Le nostre immagini

Top Video

Curiosity sol 548 NavCam left - driving backwards movie
"Courtesy NASA/JPL /Caltech/MSSS" processing 2di7 & titanio44


  • Alive Universe Image 08.04.2014 06:20
    Ciao Claudio, grazie per la segnalazione.

    Leggi tutto...

     
  • COSTERNI CLAUDIO 08.04.2014 01:43
    Caspita... che calor! Però io direi che -93,15° Celsius è quasi il doppio di -180°, non oltre il ...

    Leggi tutto...

     
  • Alive Universe Image 25.01.2014 18:43
    Salve Claudio, è vero, Rosetta potrebbe essere una delle più belle missioni a cui abbiamo assistito finora.

    Leggi tutto...

Banner

Tra i nostri articoli






Altre news




Twitter Official Alive Universe Images

Facebook Official Alive Universe Images

Twitter da Elisabetta Bonora

Su di noi

 HELP Alive Universe Imges!

Iscriviti alla Newsletter




Aggregatore notizie RSS - BlogItalia - La directory italiana dei blog - BlogCatalog - - Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog - Segnala a Zazoom - Blog Directory - intopic.it