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Mars Exploration Rover Opportunity, nove anni su Marte



OPPORTUNITY - Matijevic Hill mappa

Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

Opportunity ha compiuto nove anni!

Era il 25 gennaio 2004, 5:05 UTC, quando il rover gemello di Spirit arrivava su Marte, nella regione di Meridiani Planum.

Atterrato in un piccolo cratere, il cratere Eagle, sarebbe dovuto resistere sul suolo marziano solo tre mesi ed avrebbe dovuto percorrere circa 600 metri ed invece, oggi, è ancora li, a regalarci bellissime foto ed emozionanti scoperte.

Da allora ha visitato diversi crateri per studiare la storia geologica di Marte ed ha percorso oltre 35 chilometri.

"La cosa più importante non è quanto tempo sia durato o fino a che punto si sia spinto, ma quanto ha esplorato e quante scoperte scientifiche ha compiuto", ha detto John Callas del JPL, manager del NASA Mars Exploration Rover Project.

Questo mese, Opportunity sta utilizzando le sue fotocamere per esplorare il grande cratere Endeavour.

Mentre Curiosity ha da poco identificato tracce di acqua passata nel cratere Gale, Opportunity non è da meno.

Steve Squyres della Cornell University e Ray Arvidson della Washington University St. Louis hanno confermato che Opportunity ha individuato materiali argillosi del gruppo delle smectiti, a Matijevic Hill, Cape York, sul bordo del cratere Endeavour.

Le smecttiti sono un gruppo di minerali altamente rigonfianti dentro gli strati strutturali delle rocce, per assorbimento sia di acqua che di molecole organiche.
La firma di questo tipo di argilla era stata individuata dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) nell’area di Noctis Labyrinthus e nei pressi della Valle Marineris.
A Matijevic Hill, le smectiti sono delle vene chiare di materiale imprigionato in rocce contraddistinte da un rivestimento scuro, che il team di missione chiama "Whitewater Lake", dal nome della roccia osservata da Opportunity lo scorso settembre, quando furono individuati anche un nuovo tipo di mirtilli marziani chiamati "newberries".

OPPORTUNITY sol 3064 - 3066 pancam L2 L5 L7 - Whitewater Lake

OPPORTUNITY sol 3064 - 3066 pancam L2 L5 L7 - Whitewater Lake
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44 

In questo mosaico, nell'ultimo frame a destra è visibile la roccia chiamata "Whitewater Lake" che, almeno alla vista, non è poi così diversa dal pavimento consueto di Meridiani Planum.

Nell'angolo, in basso a destra è visibile "Kirkwood" che ospita lo strano tipo di mirtilli marziani.

OPPORTUNITY sol 3064 microscopic imager - Kirkwood Anaglyph

OPPORTUNITY sol 3064 microscopic imager - Kirkwood Anaglyph
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44 

Le smecttiti contengono silicio, alluminio, ferro o magnesio e si formano a seguito dell’alterazione di altri minerali silicacei in presenza di acqua non acida.
Trovare questo tipo di materiale argilloso è un'importante scoperta per Opportunity perché testimonia un ambiente marziano potenzialmente favorevole alla vita.
L'acqua presente in quella zona, era necessariamente diversa da quella acida di cui Spirit ed Opportunity hanno individuato tracce in passato.

"La nostra ipotesi è: se ci sono minerali di argilla, l'acqua era meno acida e quindi più favorevole alla vita", ha riassunto Arvidson.

Opportunity sta esplorando il segmento Cape York, del bordo occidentale del cratere Endeavour, dal mese di agosto 2011. Dopo aver passato il suo quinto inverno marziano parcheggiato all'estremità settentrionale di Cape York, il rover, da maggio scorso, è arrivato alla fine di agosto 2012, ai piedi di Matijevic Hill, un rilievo lungo il lato interno di Cape York.

Sia Squyres e Arvidson sono concordi che i depositi individuati in "Whitewater Lake" sono smectite.
E mentre entrambi hanno annunciato di essere giunti a tale conclusione, presentando i dati all'American Geophysical Union (AGU), riunitosi lo scorso dicembre a San Francisco, questa è una scoperta che deve ancora ricevere i tre tradizionali processi di revisione per poter essere ufficialmente confermata.

Per Opportunity e il team di missione è stato abbastanza semplice e veloce individuare questi depositi grazie ai dati del Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM) a bordo della sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). Lo spettrometro infrarosso ha infatti, segnalato una chiara firma della smectite a Matijevic Hill, così come nelle altre aree sul bordo del cratere Endeavour.

L'individuazione da parte del CRISM di depositi di argilla vicino al cratere Endeavour è stata fondamentale quando, nel 2008, abbandonato il cratere Victoria, il team di missione decise di spingere Opportunity in un viaggio di 21,5 chilometri attraverso Meridiani Planum in quella direzione.

"Trovare i minerali argillosi è stato il nostro grande obiettivo", ricorda John Callas, project manager MER, presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL).

Pur avendo il CRISM effettivamente individuato smectite, Opportunity avrebbe dovuto caratterizzare le rocce ospitanti e l'intera area geologica. Operazione questa, resa particolarmente complicata dal momento in cui lo spettrometro Mini-TES e Mössbauer non sono operativi. Gli scienziati, per individuare la posizione esatta dei depositi argillosi si sono dovuti accontentare dei dati orbitali e della moltitudine di immagini scattate dal rover.
Arvidson, che è anche nella squadra CRISM, ha trascorso circa un anno a mappare con cura i depositi di argilla incrociando i dati del CRISM con le immagini di Opportunity, pixel per pixel.

"Whitewater Lake" è, secondo Squyres, il più antico strato di roccia che Opportunity abbia mai visto, ancora in fase di datazione, forse del periodo Noachiano. Se così fosse significherebbe che è stato depositato circa 3700 - 4000 milioni di anni fa, quando Marte era più caldo e umido e più simile alla Terra.

OPPORTUNITY sol  3192 microscopic imager

OPPORTUNITY sol  3192 microscopic imager
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44 

Tirando le somme, il 2012 è stato davvero uno dei migliori anni scientifici per Opportunity e nella zona di Matijevic Hill ci sarà ancora molto da scoprire.

Note sull'autore
Elisabetta Bonora
Author: Elisabetta BonoraEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Fondatrice e principale publisher di Alive Universe Images. Mi occupo di web e video analytics presso ShinyStat (SV – Italia) ma ho una grande passione per le scienze, l'astronomia in particolare, che vorrei si trasformasse in lavoro. Da diversi anni mi dedico ad elaborare le fotografie rilasciate dalle Agenzie Spaziali Internazionali, scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima! ...Ovviamente, lo avrete capito, sono una fan di Star Trek!


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