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ESA Rosetta NavCam mosaic - comet 67P/C-G on 10 September from a distance of 27.8 km
Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing by 2di7 & titanio44
Lo strumento Rosetta Orbiter Sensor for Ion and Neutral Analysis (ROSINA), a bordo della sonda dell'ESA Rosetta, ha rilevato le prime molecole volatili intorno alla cometa 67P / Churyumov-Gerasimenko.
I risultati sono stati presentati all'European Planetary Science Congress, EPSC, tenutosi in Portogallo questa settimana.
ROSINA è formato da due spettrometri di massa, il Double Focusing Mass Spectrometer (DFMS) e il Reflectron Time of Flight Spectrometer (RTOF), e da un sensore di pressione, Comet Pressure Sensor (COPS).
Gli spettrometri di massa servono per analizzare la composizione dell'atmosfera della cometa, a misurare la temperatura e la velocità di massa degli ioni e dei gas e come questi interagiscono. Il sensore di pressione, invece, viene utilizzato per determinare la densità del gas e la velocità radiale del flusso di gas.
I dati ottenuti risalgono all'inizio di agosto, quando Rosetta si trovava a 200 chilometri dalla cometa e ad oltre 500 milioni di chilometri dal Sole.
Da allora, ROSINA ha continuato ad analizzare la densità e la composizione della chioma, acquisendo, con i suoi spettrometri, più di 40.000 spettri ad alta e bassa risoluzione.
I primi risultati mostrano una densità della chioma relativamente bassa in questa fase iniziale ancora lontano dal Sole, e variabile durante la rotazione del nucleo di 67P, che compie una rotazione completa in 12,4 ore.
Come previsto, gli elementi principali presenti sono: acqua, monossido di carbonio e biossido di carbonio, rilasciati appena sotto lo strato superficiale del nucleo che, in base alle misurazioni di VIRTIS, appare molto scuro, poroso ed asciutto.
ROSINA ha sorprendentemente osservato che il rapporto tra questi elementi varia a seconda della posizione di Rosetta rispetto alla chioma: a volte il monossido di carbonio è quasi abbondante come l'acqua, mentre altre colte è solo circa il 10%.
Altre molecole minori rilevate sono: ammoniaca, metano e metanolo.
Con il progressivo avvicinarsi di Rosetta al nucleo, sarà possibile analizzare anche il rapporto fra idrogeno e deuterio (un isotopo dell'idrogeno con un neutrone aggiunto) nell'acqua cometaria.
Questo rapporto è peculiare della sorgente ed è costante negli oceani terrestri. Quindi, può essere utilizzato per determinarne l'origine dell'acqua e capire finalmente da dove arriva tutta quella presente sulla Terra.
67P è una cometa della fascia di Kuiper e il suo rapporto idrogeno - deuterio potrebbe essere legato ad una parte dell'acqua presente sul nostro pianeta, arrivata subito dopo la formazione del Sistema Solare con impatti di oggetti nati nella fascia di Kuiper (questo legame era già stato individuato tre anni fa dal telescopio spaziale dell'ESA Herschel studiando la cometa 103P/Hartley 2).
Insieme a questi ultimi risultati, oggi, il team della NavCam ha rilasciato altri quattro frame per un nuovo mosaico del nucleo di 67P, per la rubrica #CometWatch.
Le immagini sono state riprese il 10 settembre da una distanza di 27.8 chilometri e la loro scala è circa 2,5 metri per pixel.
Il mosaico in apertura è una nostra elaborazione.
In uno degli scatti è visibile anche un "intruso", un punto bianco particolarmente luminoso.
Ecco un dettaglio estrapolato dal frame originale.
Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM/2di7 & titanio44
Nelle immagini precedenti questa caratteristica non era presente ma da un confronto, sembrerebbe che l'ombra sia una coincidenza e l'oggetto luminoso solo un artefatto.
Tuttavia, nel post descrittivo che accompagna le foto si fa notare che in questi scatti c'è molto rumore ma tra i difetti dovuti alla compressione e i raggi cosmici, un paio di particelle più luminose potrebbero essere effettivamente polvere e ghiaccio emesso dalla cometa. D'altra parte, nelle ultime foto, la NavCam era riuscita a vedere almeno un paio di getti fuoriuscire dal collo di 67P.
ESA Rosetta NavCam mosaic - comet 67P/C-G on 10 September "gas and ashen light"
Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing by 2di7 & titanio44
Aggiornamento 12 settembre 2014 ore 13:12
Due interessanti elaborazioni di Marco Di Lorenzo, in falsi colori del mosaico della NavCam, sono riuscite a mettere in evidenza i gas cometari e la luce cinerea della testa del nucleo.
Giocando con il contrasto delle immagini, infatti, si riescono a percepire i dettagli del collo del nucleo, completamente in ombra, come se fosse debolmente illuminato dalla luce del Sole riflessa dal corpo principale della cometa.
Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing: Marco di Lorenzo & Ken Kremer
Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing: Marco di Lorenzo & Ken Kremer
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